|
uno spartito dell'epoca di trascrizioni al cembalo.
Immediatamente mi procurai la musica che divenne
poi la materia del mio primo CD e della mia prima
edizione musicale: posso dire che quel disco ha
dato una svolta alla mia vita.
Quando ho pensato a che musica registrare per
Arcana mi è sembrato ovvio scegliere d'Anglebert:
musica per cembalo ma anche musica per liuto,
l'anello di congiunzione tra i due strumenti che
amo di più. Le Pieces en Manuscrit è sono uno
dei tesori più grandi del XVII secolo: musiche
dei grandi cembalisti come d'Anglebert, Louis
Couperin e Chambinnieres ma anche dei liutisti
della generazione precedente come Pinel, Mezangeau,
Gaultier.
Scott
Ross, Gustav Leonhardt, Céline Frisch, Kristian
Nyquist, etc. sono alcuni dei cembalisti che hanno
registrato opere di d'Anglebert. Qualcuno di questi
approcci alla sua opera la ha influenzata più
di altri?
Paola Erdas: Naturalmente conosco le loro
bellissime registrazioni, ma se devo dire la verità
il mio approccio a d'Anglebert è nato, come dicevo
prima, dal liuto piuttosto che dal cembalo. Se
dovessi citare delle registrazioni sarebbero piuttosto
quella di Smith di Ennemond Gaulier e quella di
Lislevand del Manuscrit Barbe.
Lei
afferma sul suo sito internet che "Il cembalo
è vivo, si muove, sente il tempo, le emozioni.".
Come descriverebbe la sensazione che ha provato
registrando questo CD sul Louis Denis 1658?
Paola Erdas: Una sensazione di meraviglia
al principio. Poi di assoluto agio sia fisico
che sentimentale che musicale.
La tastiera dai tasti così minuti era perfetta
per la mia mano, era un piacere affondare le dita
come in un tessuto soffice e prezioso. Il suono
poi era perfetto: dettagliato, con una punta ancora
del suono italiano ma con la morbidezza e la sontuosità
del suono francese. Ero felice. Non potrò mai
ringraziare abbastanza M.François Badoud che mi
ha permesso di utilizzare questo suo tesoro.
E devo anche ringraziare Michele Gaggia, mio amico
e ingegnere del suono che ha riprodotto il timbro
del Denis in tutto il suo splendore.
Potrebbe
darci qualche dettaglio sugli strumenti che ha
scelto per le sue registrazioni?
Paola Erdas: Sono stata fortunata a poter
utilizzare sempre cembali speciali. Il mio primo
CD di musiche di Perrine (le musiche per
liuto trascritte) era perfetto sul Delin 1768
della collezione di Kenneth Gilbert: uno strumento
tardo ma perfetto per incontrarsi con la musica
dei Gaultier. Per il Libro de Cifra Nueva
di Luys Venegas de Henestrosa è stato l'italiano
F.A.1677, sempre della collezione Gilbert, a darmi
ancora più spunti espressivi per far rivivere
il repertorio del Siglo de Oro col suo suono preciso
ma estrememente nobile. Per Il Cembalo intorno
a Gesualdo il De Quoco del 1699 era perfetto:
arcaico, quasi ruvido, terribilmente espressivo.
Il Lebegue è stato l'unico registrato su di un
cembalo copia, uno strumento che è il fratello
maggiore del mio, un Hemsch costruito da Augusto
Bonza, talmente splendido che non mi ha fatto
rimpiangere di non avere un originale.
Quali
sono gli ultimi tre CD che ha acquistato?
Paola Erdas: In direzione ostinata e contraria
di Fabrizio de Andrè, un tributo postumo al mio
cantautore preferito di sempre.
Guldasta (Un bouquet di fiori) del virtuoso
di sarod Amjad Ali Khan, preso a New Delhi in
occasione della mia più recente visita ai negozi
di tessuti e agli incredibili atelier dei nuovi
designer indiani.
E, pochi giorni fa qui a Parigi Les Pieces
de Clavecin en concert di Rameau con Christophe
Rousset, di cui non riuscivo più a trovare la
mia copia!
Quali
sono I suoi progetti futuri (di studio e concerti)?
Paola Erdas: La prossima registrazione sarà
dedicata a Antonio de Cabezón, tornerò alla mia
seconda grande passione, la musica spagnola antica.
Sarà che io sono nata in Sardegna che è stata
per 400 anni sotto la dominazione spagnola, ma
sento molto forte il richiamo per l'arte iberica.
I concerti sono divisi tra la musica da camera
e i recital delle Pieces en Manuscrits,
sono sempre felice di suonare da sola per dividere
col pubblico le emozioni di questa grande musica
ma sono ugualmente attratta dal far musica con
gli amici, è molto divertente!
Quando
non è impegnata a suonare o a ascoltare musica,
quali sono le cose a cui ama dedicarsi?
Paola Erdas: Sono nata vicino al mare e ancora
adoro immergermi per vedere le bellezze sott'acqua
e pescare (e mangiare!) i frutti di mare. Sono
un'accanita lettrice, mi piace moltissimo cucinare
per gli amici e mi diverto a cucire. Se non avessi
fatto la musicista mi sarebbe piaciuto enormente
diventare una storica, mia sorella è alla Scuola
Normale di Pisa con una specializzazione in Storia
greca arcaica, si vede che l'amore per le meraviglie
del passato è una cosa di famiglia!
|